30 novembre, il tempo non è un granché, pioviggina. Alle 9:30 già siamo al palazzo comunale.
La Stadshuset è stata costruita con 8 milioni di mattoncini rossi tra il 1911 ed il 1923, l’edificio, definito nazional-romantico, ha un bel profilo architettonico e molto bella è anche la posizione sul lago Maelaren immediatamente di fronte a Riddarholmen.
L’unico modo per entrare è con una visita guidata, inclusa nella Stockholm card, ci prenotiamo quindi per la prima visita e impieghiamo l’attesa scattando foto all’esterno.
Alle 10:00 entriamo, e, dopo aver lasciato giacconi e zaini (non è obbligatorio ma è comodo) seguiamo la guida che spiega in inglese. Ci raduniamo nella Sala Blu, l’ampia sala dove ogni anno, il 10 dicembre, si tiene il banchetto dopo la consegna dei premi Nobel, che avviene alla Konzerthuset. Nella sala non c’è assolutamente nulla di blu.
Il progetto originale prevedeva una tinta di quel colore, ma l’architetto, vista la bellezza dei mattoncini, decise di non coprirli con l’intonaco … e scelse bene. La sala è grande ma gli invitati sono tanti, circa 1300, ciò implica che ciascuno di essi ha a disposizione uno spazio di circa 60 cm. Proviamo ad immaginare 65 tavoli con 470 metri di tovaglie, 6730 pezzi di porcellana, 5384 bicchieri, 9422 posate, dobbiamo ripassare il 10, chissà che non si rimedi un invito per 6. Un esempio di come vengono apparecchiati i tavoli è posto nell’anticamera dove abbiamo lasciato i giacconi.
Tutti entrano dalla porta da cui siamo entrati noi, accessibile anche dall’esterno (noi siamo entrati dal negozio/biglietteria), mentre la famiglia reale entra da un ingresso che porta alla balaustra collegata tramite un’ampia scala. Tale scala si chiama Elsa, dalla moglie dell’architetto, la povera donna fu costretta del marito a percorrerla parecchie volte in abito lungo per provarla; alla fine i due divorziarono, almeno così raccontano. Nella sala è presente uno degli organi più grandi d’Europa con le sue 10.270 canne.
Ad un altezza di circa 5 metri da terra, tra altri fregi, è incisa nel muro, secondo la guida, una stella, secondo noi è un asterisco. Tale asterisco è di fronte alla scala ed in posizione opposta rispetto a quella da cui entra il re. Camminando lungo il corridoio sopraelevato si avrà un portamento composto e regale, se si ha l’accortezza di fissare lo sguardo verso l’asterisco. L’architetto Ostberg lo pose lì per ovviare al disagio di cui doveva camminare in un ambiente tanto grande sotto l’occhio di moltissime persone. Saliamo lungo la scalinata ed accediamo ad un lungo corridoio caratterizzato da un pavimento scricchiolante, vi si affacciano gli uffici dei politici cittadini che vogliono sapere quando qualcuno passa nel corridoio.
La Sala del Consiglio è sormontata da un soffitto con un apertura simulata; la struttura dei travi ricorda le assi delle navi vichinghe. Esse, giunti in una nuova terra, venivano ribaltate ed offrivano riparo al consiglio che doveva decidere il da farsi. Il Consiglio si riunisce qui 2 volte al mese ed è composto da 101 membri, tutte le sedute sono pubbliche e, sulla tribuna che domina la sala, posso sedere 200 spettatori. Qui non c’è il Sindaco, le sue funzioni sono esercitate dal Commissario delle Finanze, attualmente la signora Olin del partito moderato.
La Sala Ovale fu costruita appositamente per ospitare degli arazzi francesi Tureholm del 17° secolo, essa è utilizzata per i matrimoni e funge da vestibolo della Sala dei Banchetti o Galleria del Principe. Quest’ultima è caratterizzata da un colonnato sulla destra che da l’accesso alla parte dell’ambiente affrescata dal principe Eugenio. Le colonne, sistemate a coppie, sono tonde ed ottagonali a simboleggiare il maschio e la femmina, non si è capito chi sia il tondo e chi lo spigoloso. Sul lato opposto ci sono degli specchi che offrono la vista degli affreschi anche a chi è seduto con le spalle ad essi.
La Sala d’Oro, veramente maestosa, è lunga circa 40 metri e larga circa 20 (abbiamo misurato con l’occhiometro), può ospitare oltre 700 persone, qui si tiene il ballo dopo la cena della Sala Blu. Le pareti sono rivestite con un mosaico composto di 18 milioni di tessere di vetro e oro. Al centro della parete principale la dea Stoccolma, la regina del Maelaren.
Per decorare le pareti sono stati impiegati da 5 a 10 kg d’oro in uno strato molto sottile.
Torniamo alla Sala Blu e da li all’anticamera dove abbiamo lasciato i giacconi, la visita è finita.
Tutto l’edificio riprende il concetto italiano di piazza ed infatti si sviluppa intorno a due piazze, una esterna e l’altra interna, rappresentata dalla sala blu. In altezza arriva ai 106 metri della torre, che non è visitabile in questo periodo, sulla sommità di essa campeggiano le tre corone. Di lato alla torre, a mezza altezza una statua dorata di San Giorgio e il drago, la terza che vediamo dopo le 2 di Gamla Stan.
Alla base della torre, in un tempietto aperto su tre lati, è posto un sarcofago dorato con le sembianze di Birger Jarl, il fondatore di Stoccolma. Il giardino si affaccia sulle placide acque del lago; sulla riva, in direzione di Riddarholmen, si trova un’alta colonna sormontata dalla statua di un nobile, forse un re, con una bandiera nella mano destra e la spada riposta nel fodero.
Siamo molto soddisfatti, sicuramente sorpresi da ciò che abbiamo visto, non male per essere il palazzo del Comune.
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Tags: Nobel, palazzo comunale, Sala blu, Sala dorata, Sala ovale, Stadshuset, Stoccolma, Svezia
[...] La sala blu di Stoccolma non è blu, come in molti di voi stanno pensando, in verità è rossa, è rossa perchè l’architetto ideatore della sala all’ultimo momento decise di cambiare colore ma il nome era già stato ufficializzato e deciso quindi oggi la Sala Blu in realtà è rossa!!! [...]
[...] la descrizione che ne fatto in un post precedente, ecco le [...]
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