Naufragio a Lye Rock

20 dicembre 1893, la burrasca infuria tremenda. L’equipaggio dello Iota di Napoli lotta contro la furia del mare ma la nave, in balia delle onde, è pericolosamene a ridosso di Lye Rock, di fronte a Bossiney Cove. Gli speroni rocciosi della Cornovaglia emergono nel turbinio di acqua e vento. I sette, forse otto, marinai, si gettano nella schiuma vorticosa abbandonando la nave che sta colando a picco, tutti, tranne due, riescono a raggiungere Lye Rock ed a inerpicarsi su una specie di gradino roccioso battuto dalla collera delle onde.

 

Tutto sembra perduto, ma qualcuno si è accorto della tragedia in atto, anche perché non è la prima che accade in quel luogo. Eroicamente Charles Hambly e altri tre abitanti del luogo riescono a trarre in salvo i naufraghi. Purtroppo nulla possono per uno dei marinai, rimasto senza nome e il cui corpo non fu mai ritrovato, e per Domenico Catanese, ragazzo di cabina di 14 anni.

Non è chiaro come avvenne il salvataggio, Ellen Cotton quando lo raccontò anni dopo, nel 1959, non si ricordava, o forse non sapeva. Forse avvenne calando delle funi dalla sommità della roccia oppure tramite una piattaforma di fortuna. Tuttavia ricordava bene il corteo funebre che passò davanti alla sua casa diretto alla chiesa parrocchiale. Mr. Cooke, che officiò la cerimonia, disse il Paternoster in latino, quella fu l’unica parte della messa che gli italiani poterono seguire. Sulla tomba di Domenico fu posta una croce fatta in legno di quercia, forse proveniente dal relitto. Sulla croce fu apposto un salvagente dello Iota.

E’ così che l’ho trovata il 31 luglio 2011. A distanza di tanti anni gli abitanti di Tintagel ancora si prendono cura della tomba dello sfortunato ragazzo.

 

 

Di seguito alcune foto della chiesetta e del cimitero.

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