Chi ha paura dei redditi on line?

Il garante della privacy ha sentenziato oggi l’illegittimità della diffusione on line dei redditi degli italiani. Non mi pronuncio sugli aspetti legali di tale decisione ma desidero soffermarmi sugli aspetti morali.

Chi ha paura di vedere i propri guadagni esposti su internet?

Io, lavoratore dipendente no, i miei colleghi no, gli operai no … tutti quelli con cui ho parlato non hanno timore.

Cosa ci accomuna? Non possiamo evadere le tasse neanche volendo.

Quindi la decisione del garante non protegge i cittadini normali ma soltanto chi vuole nascondere l’evidenza di dichiarazioni che non giustificano il proprio tenore di vita.

E’ possibile che i gioiellieri guadagnino meno degli operai?

Si dice: “… i ladri potrebbero sfruttare tali dati”, per fare cosa? Sulla base delle dichiarazioni andrebbero a rapinare i precari oppure dovrebbero emigrare.

L’Agenzia delle Entrate ha compiuto un grande atto di democrazia che purtroppo è stato bloccato da un’applicazione ipocrita della legge santificata da politici e altra brava gente. Mi riferisco alle Associazioni dei Consumatori che chiedono 52 € indietro a testa per la privacy violata ignorato gli oltri 4.000 €, sempre a testa, che paghiamo ogni anno per quelli che evadono e che hanno paura di vedersi smascherati su internet.

Abbiamo perso un’altra occasione per diventare normali. Vergogna! Viene voglia di emigrare in Svezia, un paese civile.

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