Sulla costa settentrionale del Massachusetts

Poco prima di Gloucester prendiamo la Hesperus Avenue per raggiungere l’Hammond Castle. Il castello è in mezzo al verde e domina l’oceano sottostante, il panorama è notevole ed anche l’edificio è molto bello. Esso fu ultimato nel 1929 per John Hays Hammond, un inventore secondo soltanto a Edison per numero di brevetti. In particolare si occupò di controllo remoto tramite onde radio, in sostanza è il padre del telecomando. Il castello contiene la sua collezione di oggetti medievali e del rinascimento. Gloucester è un paesotto di pescatori dove sono state girate diverse scene del film “La tempesta perfetta”. Sostiamo di fronte alla statua dedicata al pescatore ed a quella della moglie del pescatore con i figli. Giriamo in lungo in largo, ci inoltriamo nelle viuzze di Rocky Nest, dicono abitato da artisti. A pranzo ci fermiamo al 185 di Washington Road per un lobster roll un panino con l’aragosta delizioso.

Andiamo a Rockport seguendo la Tatcher Road, lungo la strada notiamo un ripido ghiaione davanti al quale sono parcheggiate diverse auto, lo raggiungiamo incuriositi, abbiamo intuito che dall’altra parte c’è una spiaggia, vogliamo vedere com’è. Il monte di sassi lisci è alto circa 4-5 metri, al centro c’è un passaggio, dall’altra parte una bella spiaggia con vista, sulla sinistra, del primo dei Twin Lights.

Pochi minuti dopo giungiamo a Rockport, fotografiamo il Motif n. 1, il capanno di pescatori più immortalato del New England. Passeggiamo lungo Bearskin Neck, una viuzza deliziosa piena di negozietti ma soprattutto molto caratteristica. Qui sembra davverso di essere in Inghilterra. Il mare è pieno di “lobster traps”, cioè di nasse per la cattura delle aragoste. Ognuna è segnalato da un gavitello il cui colore identifica il pescatore che è proprietario della trappola. Il mare antistante a Rockport pullula di questi galleggianti. Ripartiamo per fermarci poco più in la ad ammirare il villaggio dal Granite Wharf. Il gorilla del Tom Tom ci porta in Pidgeon Hill Street al n. 52 dove troviamo la Paper House. Elis Stenman, un ingegnere meccanico, iniziò la casa nel 1922 per terminarla 20 anni dopo con l’impiego di 100.000 giornali, anche i mobili sono di carta di giornale. C’è anche il camino. Non c’è nessuno, si fa tutto da soli, si entra, si accende la luce, si visita, poi si preleva una busta, ci si mettono 1,5 $ a persona e si mette poi il tutto nella cassetta della posta.

Pochi chilometri dopo troviamo l’Annisquam Light, un bel faro che però è su terreno privato. Dalla spiaggetta situata cento metri prima, con due passi sugli scogli si riesce ad avere un buona visuale del faro. Questa spiaggetta è molto carina, l’acqua è invitante, purtroppo dobbiamo proseguire.

Iniziamo l’ora di viaggio verso il Motel 6 che abbiamo prenotato a Portsmouth, New Hampshire, è nostra intenzione lasciare le valigie ed iniziare la visita della città. Fino ad ora il sole ha picchiato duro sulle nostre teste ma la situazione cambia all’improvviso: una tempesta d’acqua e di fulmini si abbatte sul confine tra Massachussets e New Hampshire, procediamo con cautela sulla I-95, la visibilità è molto scarsa. Arriviamo all’hotel che è di recente costruzione con una bella hall e belle camere, è il migliore di quelli visti fino ad ora. Purtroppo è un pò caro, non ha l’asciugacapelli in camera, non offre la prima colazione e bisogna pagare 2,99 $ per avere l’accesso wireless a internet. Vista la pioggia ci dedichiamo al bucato, al secondo piano, lo stesso delle nostre camere, ci sono due lavatrici e due asciugatrici che vanno a quarti di dollari, cinque per essere esatti.

Chiudiamo la giornata con la cena da Applebies, poco distante dall’hotel. 140 $ in sei per un pasto ottimo e abbondante, inclusa la mancia che qui chiamano gratuity ed è obbligatoria.

Qui è disponibile la puntata precedente, mentre qui puoi consultare il programma del viaggio.

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