Dal New Hampshire al Maine e l’incredibile scoperta

La cronaca di oggi è molto densa di episodi: Portsmouth ed Elisabetta, Kittery con Ugo, Maria Teresa e l’incredibile scoperta, Yorks e i Kennebunks, i coniugi ottantenni, i fari ed infine Freeport.
Iniziamo la giornata attraversando il ponte da Portsmouth e ci troviamo nel Maine, prendiamo la route 1 north in direzione degli outlet di Kittery, raggiungiamo un mega centro commerciale diviso in vari blocchi, per spostarsi da un blocco all’altro conviene usare l’auto. Entriamo nel visitor center a prendere i carnet di sconti con l’AAA (vedi il post sull’ACI Club) e prendiamo altri carnet con un borsa omaggio grazie ai coupon che abbiamo stampato dal sito del centro.
Premium Outlets, Tanger Outlet Center, Outlet Mall, Outlet Center, Place, Trading Post formano insieme il mega complesso. Le carte di credito si consumano a forza di strisciate.
Depositiamo mogli e figli e torniamo indietro a Portsmouth, New Hampshire, per la visita della città. Al visitor center di market street facciamo rifornimento di depliant e di cartine poi iniziamo a seguire l’harbour trail in auto. Parcheggiamo l’auto a Market Square e proseguiamo l’harbour trail a piedi, vediamo diverse case storiche, la città è molto bella ed è molto inglese. Tornando in piazza ci ferma Elisabetta, una simpatica ragazza di origine italiane. Parla un buon italiano, all’inizio un po’ incerto, poi via via più sicuro con l’esercizio della conversazione. Sta dando lezioni di italiano ad un gruppo di persone che tra un mese partirà per l’Italia, ci confessa che non sono bravi studenti perché non si applicano. Il padre è di origini calabresi e vive in un’altra città, lei è stata a Milano sette mesi fa. E’ nella piazza a raccogliere firme per ridurre l’inquinamento delle auto, firmiamo anche noi.
Ci affacciamo sul Piscataqua River dal Prescott Park, situato di fronte alla Strawberry Banke Museum. Riprendiamo l’auto e andiamo a New Castle per visitare Fort Constitution ed il Fort Point Light. Il faro è situato all’interno di una base della Guardia Costiera, in genere è consentito l’accesso a piedi, in questo caso, una volta dentro la base, non bisogna allontanarsi dalla striscia blu disegnata sull’asfalto e che conduce al forte. Qui i patrioti americani ottennero la prima vittoria espugnando il forte inglese che all’epoca si chiamava William and Mary. Ammiriamo il faro e fotografiamo anche il Whaleback Light che si trova su un’isola di fronte a noi.
Torniamo a Kittery, nel negozio di Calvin Klein incontriamo Ugo e Maria Teresa di Torino, anche loro diretti verso nord. La simpatica coppia è venuta a fare un giro ed a trovare degli amici. Sono partiti all’avventura senza aver programmato nulla. Negli Stati Uniti si può fare tranquillamente: mangiare e dormire non sono un problema, e tutto è organizzato per girare in auto.
Ci scambiamo impressioni e consigli e in questo momento avviene l’incredibile scoperta: Ugo ha con sé la stampa del mio post sulle catene alberghiere, è un lettore di Pensiero Profondo. Un 6 al superenalotto sarebbe stato più probabile, ho conosciuto nel Maine un lettore del mio sito … mi sono sentito tanto google! Ci salutiamo con un arrivederci, andando nella stessa direzione forse ci incontremo di nuovo.
Entriamo al Trading Post e rimaniamo sorpresi da ciò che troviamo al piano superiore. Centinaia di fucili di tutti i tipi, pistole ed anche mitragliatori. I fucili sono tutti allineati sugli appositi scaffali a disposizione per l’esame e la prova (non di sparo!) dei clienti. Le pistole partono da 350 $, una parete è interamente coperta da proiettili di ogni tipo. Proviamo ad imbracciare fucili da caccia, da competizione, a pompa. Per me il top è un fucile a pompa ed a canne mozze, manca solo la musica di Morricone per completare la scena. Il piano inferiore è più tranquillo con capi d’abbigliamento e sportivi. Ripartiamo tardi rispetto al programma, l’avevamo immaginato!
Attraversiamo York Village, poi York Beach simpatiche località turistiche, puntiamo su Cape Neddick dove troviamo lo splendido Nubble Light. Il faro è situato su un’isoletta rocciosa ricoperta da bel pratino. Al suo fianco l’abitazione del guardiano, due casottini, e la teleferica. Il bianco delle costruzioni con il tetto rosso, il grigio delle rocce, il verde intenso del prato, l’azzurro cupo dell’oceano … sembra tutto finto da quanto è bello. Seduti su una panchina sul promontorio antistante ammiriamo il quadro che la natura e l’uomo hanno posto di fronte a noi. Chissa se le foto riusciranno ad esprimere le emozioni provate in questo luogo.
Due simpatici ed arzilli ottantenni ci chiamano, sono di origini italiane ed hanno parenti in Italia. Il signor Fellavista con la moglie, signora Battaglia, vengono da trent’anni in vacanza qui. Abitano vicino a Wrentham, nel Massachussets, sono contenti di incontrare degli italiani. La signora ci tiene a farci sapere che da parte di madre è una Fisichella, lui si definisce un abruzzese “capatosta”. Parlano in inglese con qualche parola in italiano qua e là. Chiacchieriamo un quarto d’ora poi, a malincuore, li salutiamo e proseguiamo verso Ogunquit.
Ogunquit è veramente un bel posto, percorriamo Shore Road per arrivare fino a Perkins Cove. La Main Beach è una lingua di sabbia lunga 3 miglia.
Andiamo ancora avanti sempre sulla route 9 panoramica. Nei pressi di Kennebunk port fotografiamo la Wedding Cake House. Un armatore fissò la partenza della sua barca da pesca proprio il giorno del matrimonio di un suo dipendente. Il pescatore dovette andare via prima della torta per stare via a lungo. L’armatore promise alla novella sposa che avrebbe avuto la sua torta con il marito e mantenne la promessa in maniera molto romantica: fece rifinire la loro casa a forma di torta nuziale. Veramente bella e particolare.
Il sole sta tramontando, ci precipitiamo verso Cape Porpoise, ci aspetta il Goat Island Light situato sull’isola delle capre di fronte al capo porpora, e non si chiama così a caso. Alle 20.30 troviamo il mare colorato di un rosso tenue tra il molo e l’isola del faro. Uno spettacolo mozzafiato. L’acqua appare densa e ferma disturbata nella sua immobilità solo dal germano indaffarato nella pesca e da un kayak che fa slalom tra le barche ormeggiate al centro dello specchio d’acqua alla nostra destra.
Ci torna alla mente Elafonissi a Creta, tanto tempo fa. Sono gli stessi colori, particolari, incastonati in una scena placida e tranquilla. Questo primo giorno in Maine ci ha regalato delle forti emozioni, ciò che avevamo letto corrisponde a verità. Sul molo sono accatastate molte lobster traps, ci informiamo dai pescatori, tramite il loro sito è possibile ordinare le loro aragoste e riceverle ovunque.
Prendiamo la I-95 per immetterci poi sulla I-295, usciamo sulla route 1 per raggiungere a Freeport il Super 8 che abbiamo prenotato. L’hotel è carino e pulito.
Ceniamo al brewery pub Gryttys che festeggia i 13 anni di attività. Birra molto buona, prezzi popolari, 120 $ in 6 con lauta gratuity compresa.
Freeport è un grande centro commerciale ma soltanto LL & Bean è aperto 24 ore, è fornitissimo, ha scarpe, vestiti, casalinghi e attrezzi per le attività all’aria aperta.
Sono le 2:25 ed ancora sto scrivendo … buonanotte!

Qui è disponibile la puntata precedente, mentre qui puoi consultare il programma del viaggio.

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