Dal ferry sul Champlain al Bayou di Albany

Un’altra giornata memorabile è passata, la rivivo con la tastiera prima di andare a dormine, è mezzanotte. Inizio dalla fine, la serata appena trascorsa al Bayou Cafè di Albany. Il Bayou è un grazioso locale situato al 79 di North Pearl Street a downtown, l’interno è in mattoncini in perfetto stile pub. Abbiamo occupato un tavolo della sala centrale divisa dalle due laterali tramite degli archi, alla nostra destra il bar con il palco e la musica live, alla nostra sinistra una stanza con altri tavoli ed un biliardo. Al nostro ingresso inizia l’esibizione dei Raisinhead, un gruppo rock che pompa alla grande. Ordiniamo in parte a voce ed in parte scrivendo sul retro del menu, il rock riempie la sala. Il cameriere ci ha consigliato il tavolo nella sala del biliardo, noi abbiamo preferito quello da cui è possibile vedere i musicisti attraverso l’arco. Il volume è assordante, ma la musica è buona e per noi va bene così. Ordino un Bayou’s Bone Sucking Memphis Ribs, un enorme costata di porco immersa nella salsa bbq ed accompagnata da una baked potato e da verdura. I Raisin Head intonano Suzie Q dei mitici Creedence, scopriremo che il bassista, il chitarrista ed il batterista sono una parte della band. La cena è ottima, la birra locale è un pò leggera e priva di corpo per i miei gusti, è una caratteristica di tutte le birre che ho bevuto qui. Alex, Stefy e Manu invece apprezzano molto la Adams allo cherry, al limone, in generale vanno molto le birre aromatizzate, rimane da provare quella al blueberry. I Raisinhead lasciano il posto ai Frakture, un gruppo duro, heavy metal con pesanti venature dark. Alex è in delirio, è un metallaro della prima ora, quando il rock si fa duro lui inizia ad andare su di giri. Grande musica ed ottima cena (165 $ in 6 inclusa generosa gratuity). Riprendiamo qualche pezzo con la video camera. Greg, il batterista, e Mike, il chitarrista, ci chiedono video, lo pubblicherò sul blog, sono molto contenti di avere un così ampio risalto internazionale. I Raisinhead salgono di nuovo sul palco, adesso sono in 5, si sono aggiunti un bonghista ed un chitarrista e cantante che alterna la Gibson alla Strato customizzata Heineken (l’altro chitarrista accompagna con una Tele). Molto bravi, il rock è venato di blues, la voce è roca quanto basta … ancora bravi! Dopo l’esibizione Joey Pucci, il batterista, si avvicina al nostro tavolo, gli hanno detto che siamo italiani ed, orgoglioso, ci viene ad informare delle sue origini. Ha saputo del video, avvertirò anche lui non appena lo pubblicherò, ci scambiamo i biglietti da visita con i rispettivi siti. Grande serata. Due anni fa avevamo vissuto un’altra grande serata come questa in un locale blues di Chicago, non l’ho raccontata, la recupererò in futuro.

Spostiamo indietro le lancette e torniamo indietro di qualche ora. La mattina è limpida e soleggiata, usciamo dall’Holiday Inn per fare colazione al vicino Starbucks, siamo a Burlington, Vermont. Partiamo in direzione sud, a Shelburne ci fermiamo alla fabbrica dei Teddy Bear, le signore ci dicono che sono cari e che preferiscono i “Build a bear”, ripartiamo. Chiediamo al gorilla del tom tom di portarci ad Albany, New York, per la via più breve; lui conosce tutte le strade, ci fidiamo. Dopo un pò, nei pressi di una strada senza uscita che termina sul lago a Cedar Beach, dice: “O prosegui a nuoto o prendi il traghetto”. Optiamo per il ferry e ci imbarchiamo per 29,40 $ complessivi, 9,50 guidatore più auto ed il resto per 5 adulti. La traversata prende 20 minuti ma fa risparmiare molto tempo perchè il lago Champlain di protende molto a sud tra gli stati del Vermont e di New York. Ciao, Vermont, non ti dimenticheremo!

Ripartiamo quindi da Essex, il paesaggio nell’altra sponda è simile, molte fattorie e campi coltivati, poi boschi con molti specchi d’acqua. In molti di essi cataste di tronchi indicano la presenza di castori. Seguiamo la route 12 fino alla I-87 che prendiamo in direzione sud. L’autostrada è a due corsie ed è semideserta, diventa a tre corsie dopo la prima indicazione di Saratoga Springs (più o meno) e qui aumenta anche il traffico che rimane però sempre scorrevole. Piazzo il cruise control a 65 miglia orarie e mi limito a girare il volante ogni tanto. Nel west avevamo incontrato limiti di 75 miglia in California e 70 in Texas, nell’est da nessuna parte si può andare a più di 65 miglia/ora, circa 105 chilometri orari.

Facciamo il check in, poco prima di Albany, al Comfort Inn situato accanto all’aeroporto, 81 $, con lo sconto AAA, per la camera con 2 queen bed, internet e colazione, per non parlare di frigo e microonde. Un po’ di shopping al Crossgates Mall dove le signore, figli e figlie acquistano finalmente i “Build a bear” con scarpe, occhiali e accessori. Cosa ci troveranno?

Entriamo in città con la Madison Avenue su cui si affacciamo molte belle case, attraversiamo il centro, all’Empire Plaza c’è il concerto del mercoledì, ma noi abbiamo fame. Arriviamo su Pearl Street e troviamo il Bayou.

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