Escursione alla Tolfaccia (cronaca e foto)

Fa freddo, molto freddo, ma noi, 26 coraggiosi della Castellina, ce ne infischiano e partiamo alla volta del monte Tolfaccia (580 s.l.m.). Parcheggiamo le auto alla fontanaccia e ci inoltriamo nel bosco diretti verso la cima del monte. Le pozzanghere sono gelate ma qui siamo al riparo dal vento e dopo pochi passi siamo caldi abbastanza per apprezzare la bellezza del luogo. Sull’apice del monte troviamo i resti di Tolfa Nuova che fu distrutta nel 1471 per ordine di Papa Sisto IV.

Pozzanghera gelata

Il sito fu forse fondato nel IX sec. d.C. poi distrutto da incursioni barbare e quindi ricostruito dagli abitanti di Tolfa Vecchia intorno al 1240. Dal quel momento prese il nome di Tolfa Nuova. Alcuni sospettano che Tolfa Nuova sorga la dove era situato l’abitato romano di Forum Clodii. Sebbene ci siano molti indizi che avvalorano questa ipotesi non ne esiste una prova certa. Un documento del 1247 riporta che Papa Innocenzo IV ordinò agli abitanti di Tolfa Nuova di punire quelli di Vetralla, Tuscania e Tolfa Vecchia. Le due Tolfe ebbero storie diverse e signorie diverse. In particolare Tolfa Nuova gravitò sempre nell’orbita di Corneto (Tarquinia) ma non come città sottomessa. Fu governata dai Prefetti di Vico, poi dagli Orsini, quindi dai Farnese, dai Vitelleschi e infine dagli Anguillara. Dal censimento del 1461 per la tassa sul sale, si deduce che Tolfa Nuove avesse circa 1.000 abitanti. Nello stesso periodo Tolfa Vecchia, Cencelle e Civitavecchia ne avevano circa la metà; ciò fa capire l’importanza di questo centro. Gli altri abitati dei dintorni, stretti intorno a castelli, come Piantangeli, Monte Cocozzone, ecc. avevano circa 150 abitanti ciascuno.

Le pietre delle case sparse nel bosco

Infine si arrivò al 1471 quando Sisto IV pagò per la distruzione della città, infatti si conoscono i nomi dei muratori e degli scalpellini incaricati dell’opera di demolizione. La popolazione fu trasferita più vicino alle miniere di allume. Le pietre del vecchio borgo furono sparse per il bosco dove si trovano ancora oggi. Roberto, Alberto e Mauro si alternano per raccontarci queste note storiche. Tra i ruderi visitiamo il forno, la basilica e sostiamo dove sorgeva la torre. Poi scendiamo lungo la valle percorriamo un largo giro che al termine ci riporta sotto il monte Tolfaccia dove sono state ricostruite tre case etrusche con le tecniche del tempo. Più avanti, accanto al fontanone, troviamo i ruderi di una grande villa romana del III sec. a.C.

Le foto dell’escursione sono anche visibili su Picasa (una per volta o slideshow).

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