Sul Tevere, Ostia Antica e San Paolo (parte terza)

Nel luogo dove si ritiene sia stato ucciso San Paolo fu costruita una basilica ai tempi di Costantino, consacrata nel 390, poi sostituita da altre fino a quella attuale ricostruita dopo un tremendo incendio nel 15 luglio 1823 e riconsacrata nel 1854.  E’ la più grande chiesa di Roma dopo San Pietro.
La facciata è introdotta da un quadriportico con doppio colonnato che delimita un giardino con al centro la statua di San Paolo. Ai lati le possenti colonne sono di granito grigio mentre frontalmente sono di granito rosa.

Le 146 colonne (64 del quadriportico, 80 delle navate e 2 dell’arco trionfale) furono trasportate per via fluviale prima e marina poi dal lago Maggiore lungo un tragitto di circa 2.220 chilometri. La pianta è croce latina con cinque navate. Lungo sommità delle pareti corrono le immagini di tutti papi; ci sono 12 spazi vuoti; poi che si fa? Alcuni dicono che non servono altri spazi perché finirà il mondo.

Di fronte al pregevole ciborio di Arnolfo da Cambio, scampato all’incendio, si scende ad un piano inferiore da cui è visibile una lato del sarcofago del Santo. In posizione sopraelevata rispetto a esso una teca contiene la catena con cui fu tenuto in prigionia. Sul pavimento sotto una latra di vetro sono visibili i resti dell’originale basilica costantiniana.

Molto interessante è il chiostro, anch’esso scampato all’incendio,  a cui si accede pagando un biglietto di 3 € (1,50 ridotto). Il chiostro è quadrangolare e circondato da doppie colonne riccamente decorate. Nel corridoio perimetrale si trovano parecchie lapidi e da esso si accede a un’area espositiva che contiene, tra le altre cose, una pregevole bibbia carolingia. Essa fu donata da Carlo il Calvo nel Natale dell’875 a papa Giovanni VIII che lo incoronò imperatore. In una saletta attigua è stato sistemata una collezione di reliquie.

Per approfondimenti consiglio la visita del sito www.letterepaoline.it. Di seguito le foto della visita.

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