Olanda giorno 2: le dighe dell’IJsselmeer

Cronaca del 30 giugno.

La colazione del Vand der Valk hotel è superiore alle aspettative. Salmone, frittate, formaggi, spremute di arancia, cappuccino, ciambelle, yogurt, frutta fresca, pomodori e tanto altro ancora. Ci dispiace lasciare questo bell’albergo inserito nel verde che coccola i propri clienti. La camera 281, tripla, è molto comoda e dotata di un grande bagno fornito sia di vasca che di doccia. Non abbiamo usufruito dell’Health Club che ha, tra l’altro piscina e sauna. E’ possibile navigare in internet gratis da una pc ubicato vicino alla reception ma a pagamento dalle camere via cavo o con il televisore. Per noi l’hotel merita un 9,5, il mezzo che manca è dovuto all’assenza del wifi gratis nella struttura (a dir la verità manca anche l’aria condizionata).

Edam è a pochi km e lo raggiungiamo in una manciata di minuti. Il paese è da fiaba con le sue case di mattoncini allineate lungo i canali scavalcati da tanti ponti. I tetti sono spioventi in maniera accentuata e le facciate, in qualche caso, inclinate in avanti. Molto interessante la casa che pende di fronte al ponte a schiena d’asino nei prezzi della Stadhuis, che al primo piano ospita il museo. Al piano terra c’è l’ufficio turistico dove scopriamo che gli olandesi sono po’ tirati. I dépliant e le riviste delle città, con cui gli americani seppelliscono i turisti avidi di sapere, qui costano 1 €. Il foglio A4 ripiegato con il percorso ciclabile 50 centesimi così come anche la brochure di Edam.

Ci dilettiamo a percorrere tutte le vie non mancando di ascoltare il carillon della Speeltoren battere i quarti d’ora, le mezzore le ore. Visitiamo la piazzetta dove domani si terrà il mercato del formaggio, poi ripartiamo verso Hoorn che dista circa 18 km.

Hoorn non è magica come Edam ma vale comunque la visita. Parcheggiamo di fronte alla stazione (1,20 € per 60 minuti). Percorriamo una via ricca di negozi fino a Roodesteen, la piazza principale. Su di essa si affaccia il Waag, ovvero palazzo della pesa, il Museo e, al centro, troviamo la statua di Jan Coen, fondatore dell’impero commerciale olandese.

Lungo la Ooststraat troviamo la Oost kerk, gotica, le Bosshuizen, case dei marinai del XVI sec. E la Oostport. Dopo aver visto la Hoofdtoren che domina il bel porto ci dirigiamo verso Enkhuizen che dista circa 16 km.

Anche il porticciolo di Enkhuizen è interessante con la Dromedaris, una torre con carrillon. Vista la chiesa gotica attraversiamo percorriamo la diga Houtribdijk che collega Enkhuizen a Lelystad e separa il Zuidelijkmeer dal Noordelijkmeer, entrambi parti dell’IJsselmeer. A Lelystadt, purtroppo, c’è il più grande centro commerciale d’Olanda, il Batavia. Naturalmente la Signora e la Signorina non se lo lasciano sfuggire. Batavia, oltre a essere l’antico nome dell’Olanda, è anche il nome della replica del veliero ormeggiato di fronte al centro commerciale e che è visitabile (10-17:00).

Ripartiamo alle 18 con destinazione la Afsluitdijk. Sui circa 30 km della diga sostiamo nell’area dei monumenti ai lavoratori, che hanno realizzato nel 1932 l’opera imponente, e a colui che l’ha concepita. L’aria gelida ci ricorda che siamo di fronte al Mare del Nord.

Ripartiamo verso Aalsmeer. Lungo la strada ci fermiamo per la cena in un paesetto, Zwaag. La brasserie è elegante e i cibi prelibati. In particolare apprezziamo l’aringa servita con un patate a pasticcio, verdura e una salsetta (98 € in tre).

Verso le 23:15 arriviamo all’hotel Chariot. E’ carino ma ha la connessione wifi guasta. Anche qui niente aria condizionata che pare non si usi nei Paesi Bassi.

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