Olanda giorno 3: dai fiori a Delft

Cronaca dell’1 luglio.

Sveglia alle 6:40. Il mercato dei fiori di Aalsmeer è aperto dalle 7:30 alle 11:00. Nel prezzo della camera non è compresa la colazione (era compreso il wifi che però era guasto) per cui lasciamo l’hotel Chariot per raggiungere il Bloemenveiling, adesso nominato Flora Holland, che dista circa 3 km. Parcheggiata l’auto sul tetto dell’enorme edificio, scendiamo all’ingresso da dove accediamo, dopo aver pagato 5 € a persona, all’area della borsa. Percorriamo una passerella sopraelevata che consente di vedere cosa accade nell’enorme edificio. La prima impressione è quella del formicaio dove le formiche sono una miriadi di muletti che si incrociano in maniera spericolata e apparentemente disordinata, ciascuno con al traino da 1 a oltre 20 carrelli con sopra i fiori, e che fiori.
Lungo il percorso incontriamo 4 grandi sale dove avvengono due aste in contemporanea. I carrelli sfilano, qui lentamente, per dar modo ai banditori di mostrare la merce. Due grandi schermi, uno per ogni asta, mostrano tutte le informazioni relative al prodotto. L’asta è al ribasso. Velocemente il prezzo, a fiore, si abbassa fino a che qualcuno non lo blocca aggiudicandosi la partita. Con queste modalità finalizzano circa 60.000 transazionial giorno. Osserviamo incantati il movimento convulso delle migliaia di carrelli sotto di noi.
Usciti dal mercato, non senza aver visitato lo shop, partiamo con destinazione Den Haag, ovvero L’Aia, che dista circa 45 minuti in auto.
La città è molto elegante. Di lato al Hof Vijver, cioè il laghetto di forma rettangolare situato a centro città, si erge il palazzo del Binnenhof che attraversiamo poco dopo. Anche il Mauritshuis si affaccia sul laghetto, ma non ne possiamo ammirare la facciata perché è in restauro. Nella piazza di lato alla Gevangen Poort, che è di fronte al lato corto del laghetto, ammiriamo una serie di imponenti sculture di sabbia. E’ triste pensare che tanta arte sia destinata a scomparire per la fragilità del materiale utilizzato. Percorriamo le vie commerciali che ci separano dal Grote Markt con la Grote Kerk e, nei pressi, l’Oude Stadhuis. Sempre nei pressi percorriamo il “Passage”, una galleria in un antico palazzo piena di negozi, alla moda di inizio novecento. Prolunghiamo il giro fino al Noordeinde Paleis dove la Regina ha i propri uffici.
Riprendiamo l’auto parcheggiata poco più in là del laghetto (2,40 €/ora) e raggiungiamo il Vredespaleis, il Palazzo della Pace, sede della Corte Internazionale di Giustizia.
Lasciamo Den Haag per andare a Delft che non è distante, se non fosse per la fila che becchiamo in autostrada.
Prima di visitare la città passiamo a Delfgauw per lasciare le valige in camera. L’albergo Buitengoed De Uylenburg è in campagna e ha annesso anche un campeggio. La camera è spartana ma l’atmosfera interessante. Non secondo la signora alla quale l’hotel, che è piccolo e a conduzione familiare, non piace.
Delft è famosa per le ceramiche e il dedalo di canali che la attraversa. Visitiamo il Markt, la bella e ampia piazza che separa la Nieuwe Kerk, gotica e con un carillon di 48 campane, dallo stupendo Stadhuis, in arenaria, del 1620. Molto interessanti anche l’Oude Kerk, con la torre campanaria pendente, e il Prinsenholf, antico convento di francescane.
Ceniamo su un barcone nei pressi dell’Oude Kerk. Con 66 € in tre con, tra l’altro, uno stufato di manzo servito all’interno di una pagnottella di pane integrale con contorno di patate.
Durante la passeggiata dopo cena sostiamo all’animata Besteen Markt e prendiamo una birra da Billy Beer, una birreria con orsacchiotti all’interno e tavoli sulla piazza.
Tornati alla macchina troviamo una bella multa da 68 €, non ci eravano accorti di aver parcheggiato in una zona riservata ai residenti.
Per fortuna l’hotel è dotato di connessione e wifi e quindi provvediamo a pagare la multa on line ricevendo i ringraziamenti del comune di Delft. Avremmo gradito provare i loro efficienza spendendo qualcosa meno.

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