Olanda giorno 4: Rotterdam e i mulini di Kinderdijk

Cronaca del 2 luglio.

Rotterdam è una città senz’anima. Questo è il parere, certamente di parte, di un tassista arabo di Amsterdam. La città fu colpita duramente durante la seconda guerra e mondiale e poco è rimasto in piedi di quello che c’era prima.

A noi però è piaciuta. L’enorme porto, uno dei più grandi del mondo, mette in luce la grande vocazione commerciale di questa città. E dal porto iniziamo la visita; per la precisione dal ponte di Erasmo, l’Erasmusbrug, sotto al quale è situato un comodo parcheggio proprio accanto alla biglietteria della Spido, la società che offre gite in battello lungo la Mosa.Nuova, in Willemsplein, 85. I battelli partono ogni 45 minuti per un giro di 1 ora e un quarto. Alle 12:45 parte il battello per il giro lungo che dura un’ora in più rispetto l’altro. Dato che sono le 11:00 optiamo per il giro normale.

Il ponte d’Erasmo è il ponte di cavi più lungo del mondo con i suoi 808 metri e colpisce per il suo profilo slanciato. Il battello da qui raggiunge il ponte successivo, il Willemsbrug, poi inverte la rotta per discendere il fiume. Alla nostra destra si erge l’Euromast, una torre con terrazza panoramica che permette di dominare il porto, e subito dopo entriamo nella parte commerciale, prima una serie di magazzini per derrate alimentari, poi grandi pile di container. Nel mezzo un cantiere per riparazioni navali. Le navi, di piccola taglia, sono poste su dei parallelepipedi galleggianti, aperti sui lati corti. Al termine dei lavori questi vengono fatti affondare e la nave torna libera di navigare.

Passiamo vicino alla “Rotterdam” la nave che faceva servizio di linea con l’America e che fu costruita nei cantieri posti nei pressi. Degli operai stanno lavorando perché la nave a partire dalla fine del mese sarà adibita a centro culturale.

Quasi nei pressi del ponte di Erasmo, sulla riva sinistra, è situato il New York, un tempo sede della società di navigazione per l’America, oggi trasformato un hotel di lusso.

Proprio dietro l’Erasmusbrug si erge l’Hev, un vecchio ponte ferroviario ad ascensore. La parte centrale si alzava, quando era in servizio, per lasciar passare le navi e si riabbassava, tipo ascensore, per permettere invece il passaggio dei treni.

Scesi dal battello, ultramoderno, comodissimo e attrezzato per i diversamente abili prendiamo a piedi la Schiedamsedijk, lato fiume, e, poco dopo, ci troviamo in mezzo alla Walk of fame europea. Qui fotografiamo le impronte delle mani e dei piedi di molti artisti internazionali. L’Italia è rappresentata da Zucchero, Laura Pausini, Paolo Conte e… Albano con Romina Power.

La via diventa Coolsingel, superato l’incrocio con la Blaak, e subito perdo la signora e la signorina. Qui infatti è tutto un centro commerciale con negozi sopra e sotto terra.

I palazzi pubblici allineati sulla Coolsingel, la Borsa, la Posta e la Stadhuis, non sono un granché. Particolare invece è la Nieuwe Noordpoort, situata dietro la Stadhuis, che è una ricostruzione moderna in ferro di un’antica porta. Da qui discendo il canale e subito trovo un curioso condominio colorato con la facciata inclinata verso il canale. La chiesa di St. Laurens è in ristrutturazione per cui mi accontento di fotografare la statua di Erasmo che è proprio lì davanti.

Recuperate moglie e figlia riprendo l’auto verso le 15:00 (9,50 € per circa 4 ore e mezzo di parcheggio) per visitare le Kubuswoningen, cioè le case cubiche. Il palazzo, ultramoderno, è singolare con la parte apicale costituita da moduli abitativi cubici ruotati di 45°. Praticamente negli appartamenti non c’è una parete dritta. Uno di essi è aperto al pubblico, ma decidiamo di non visitarlo per spostarci subito a Kinderdijk. Infatti le gite in battello per i mulini durano fino alle 17.30.

Alle d17:25 siamo di fronte alla biglietteria di Kinderdijk, dopo un viaggio di una ventina di chilometri, ma qui stanno chiudendo. E’ l’ora della serrata, dovevamo arrivare prima delle 17:00. Tuttavia, tramite una strada pedonale e ciclabile, è possibile visitare i mulini, da fuori. Solo due sono aperti al pubblico, ma non a quest’ora.

La passeggiata è entusiasmante. I 19 mulini sono splendidi, così come il contesto naturale in cui sono inseriti. Ai lati della strada ci sono due canali, bordeggiati da canne palustri e popolate di germani e cigni; sui lati opposti i mulini perfettamente restaurati dai rispettivi proprietari.

Rinfrancati nelle spirito torniamo all’auto che abbiamo lasciato 500 metri prima dei mulini, in accordo alle indicazioni stradali. In realtà c’è anche un parcheggio a pagamento, 5 €, proprio di fronte alla biglietteria.

Partiamo verso Utrecht, che attraversiamo in auto, prima di dirigerci verso Akersloot, situata 9 km prima di Alkmaar, dove abbiamo prenotato l’hotel 4 stelle, 102,50 € per la tripla con colazione tramite Booking.com, della Van der Valk, stessa catena di quello splendido di Katwoude.

All’arrivo l’hotel conferma le aspettative: è veramente bello. Ci tuffiamo nella piscina di ventidue metri per goderci un meritato riposo. Domani ci aspetta il mercato del formaggio di Alkmaar.

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