Pedalando ad Amsterdam, giorno 1: le attrazioni

Prosegue il viaggio attraverso l’Olanda, in auto, Germania, Norvegia, Inghilterra, in crociera, e con soggiorno finale ad Amsterdam. Cronaca del 15 luglio.

Ultimo giorno di crociera. Abbiamo trascorso undici giorni fantastici sulla Lirica della MSC ma infine è arrivato il 12°: il giorno dello sbarco. Tuttavia la vacanza non è finita, abbiamo tre giorni per la visita di Amsterdam.

Trascorriamo sul ponte le ultime miglia lungo il canale che dal Mare del Nord conduce la nave al Terminal Crociere. L’ormeggio avviene intorno alle 9:15. Ci sediamo in poltrona in attesa che venga chiamato il nostro colore. Gli oltre 1500 passeggeri sono stati raggruppati in vari colori, il nostro è l’ultimo. Intorno alle 10:30 l’altoparlante recita: “I passeggeri con il colore verde sono pregati di raggiungere l’uscita al ponte 6”.

Usciamo e in pochi minuti recuperiamo i bagagli trasportati nel frattempo a terra dal personale di bordo. Numerosi taxi sono in fila ad attenderci, ne prendiamo uno che, per 9,70 €, ci conduce al Nova Hotel, situato in posizione centrale una quarantina di numeri sopra il Magna Plaza, al 276 di Nieuwezijds Voorburgwal.

L’hotel è in bell’edificio d’epoca. All’ingresso ci viene sbloccata la porta per entrare, segno di una città poco tranquilla. Lasciamo le valigie in deposito perché è troppo presto per la camera. Nel deposito bagagli hanno anche una serie di casseforti a combinazione in una delle quali depositiamo il notebook e quanto di valore non vogliamo portarci appresso.

Usciamo per affittare le biciclette. Proviamo prima da Orange Bike, che è il più vicino, ma non hanno disponibilità di bici con freni a mano, solo a contropedale. Allora andiamo alla stazione da MacBike. Stipuliamo un’assicurazione da 3 €/giorno perché pare che il furto di bici sia il passatempo cittadino e lasciamo una strisciata della carta di credito a garanzia del noleggio. Le bici sono leggere, dotate di cambio a tre marce ed equipaggiate di doppia sicura: catena in acciaio e blocca ruota posteriore.

Torniamo in albergo per prendere possesso della camera che è molto spaziosa. La prima impressione è negativa perché la pulizia non sembra il massimo, poi ci rendiamo conto che l’impressione è data dalla struttura non più nuova.

Con le biciclette percorriamo Spui Straat e attraversiamo il canale per visitare la bella chiesa di San Francesco di Sales. Riattraversiamo il canale per raggiungere l’adiacente Spui Plein dove parcheggiamo le bici. Vogliamo visitare il Binnenhof ma non abbiamo capito come ci si arriva. Troviamo una porta con su scritto Binnenhof, la apriamo e accediamo al cortile interno.

Intorno al 1349 delle pie donne, dette beghine, iniziarono a comprare casa qui. Volevano stare vicine accomunate dal desiderio di fare del bene ma senza l’intenzione di prendere i voti. Quanto il cattolicesimo fu soppiantato dal protestantesimo esse venne lasciate libere di continuare la propria opera. Con il passare degli anni le case di legno furono sostituite da quelle di pietra. L’ultima beghina è morta nel 1971, ma si dice che, ancor oggi, la proprietà delle case sia in mano a sole donne. Sul cortile, al cui centro è posta una chiesetta, si affacciano queste belle case del XVI° e XVII° secolo. Al pianterreno di una di esse è presente una chiesa cattolica che si rese necessaria quando la chiesetta divenne protestante.

Poi ci spostiamo, sempre in bicicletta al mercato dei fiori, posto poco lontano lungo il canale Singel.

Gli stand coperti si affacciano sulla strada e occupano delle piattaforme galleggianti. La varietà di bulbi, fiori e piante è impressionante. Alcuni esercizi vendono due tipi di Cannabis Starter Kit, a 6 e 3 €, che includono semi e istruzioni per la coltivazione.

Lungo la via, sul lato opposto, si trovano anche negozi di souvenir e di formaggi. La percorriamo tutta fino alla Muntoren di cui abbiamo modo di apprezzare il suono del carillon.

Attratti da un curioso tetto metallico verde ci inoltriamo in Reguliersbreestraat per trovarci d’avanti al Teatro Tuchinsky, un bell’esempio di art noveau. Il teatro, usato come cinema multi sala, presenta un bell’atrio addobbato in coincidenza con la proiezione dell’ultimo film di Harry Potter.

Raggiungiamo Reimbradtplein, molto animata e ricca di locali, da qui raggiungiamo l’Amstel all’altezza del Blaubrug, un bel ponte in pietra che nel 1883 sostituì quello in legno del 1555 che era dipinto di blu. Seguiamo il fiume fino al Magere brug, ponte magro, un ponte levatoio in legno del 1931. L’origine del nome è incerta forse deriva dal cognome delle due sorelle che fecero costruire nel 1691 il ponte originario che era anche stretto. Il ponte successivo, del 1871, mantenne il nome così come quello attuale. Assistiamo a un paio di aperture del Magere brug e del Suskind brug per consentire il passaggio di alcune barche. Proprio accanto al ponte Suskind sorge il bel palazzo Amstelhof del 1681 oggi sede dell’Hermitage, una dipendenza dell’omonimo museo di San Pietroburgo. Il museo, aperto il mese scorso, ospita due esposizione permanenti, una sulla storia del palazzo e una sulle relazioni Russia-Paesi Bassi. Metà del museo è riservata a esposizioni temporanee. Puntiamo su Waterlooplein dove visitiamo l’atrio del bel Musikteather, opera moderna, unito al municipio. Alle spalle di esso troviamo la statua del filosofo Spinoza che nacque in questa piazza al civico 41.

Pedaliamo nella città vecchia, con sosta alla Zuiderkerk, fino alla piazza Nieuwmarkt, ricca di locali e con al centro il Waag, l’edificio della pesa pubblica adesso trasformato in un ristorante. Questa era la porta dell’Amsterdam medievale. Da qui raggiungiamo piazza Dam passando davanti alle vetrine con le professioniste in mostra. Su piazza Dam si affaccia il palazzo reale, la Nieuwekerk, l’edificio che ospita il museo di Madame Tussaud. Questa zona è quella che ci piace meno.

Per la cena puntiamo su Leidseplein, nella zona dei musei. Dopo una ricerca laboriosa riusciamo a trovare un paletto al quale ancorare le biciclette. Carenza di paletti? No, eccesso di biciclette: ce ne sono migliaia legate in tutte le maniere. Nella piazza c’è sempre qualcuno che da spettacolo e ritroviamo anche il curioso signore che suona il contrabbasso accompagnandosi con un tamburello azionato con il piede sinistro. Per manovrarlo si agita in maniera singolare, sembra che salga e scenda le scale. Canta sempre lo stesso motivo con voce bassa.

Ceniamo al pub Hoopman spendendo 56 € (in tre come la solito) e innaffiando il buon cibo con dell’ottima birra.

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