Pedalando ad Amsterdam, giorno 3: i musei

Prosegue il viaggio attraverso l’Olanda, in auto, Germania, Norvegia, Inghilterra, in crociera, e con soggiorno finale ad Amsterdam. Cronaca del 17 luglio.

Parcheggiata la bicicletta entriamo nel Rijksmuseum, che vuol dire museo nazionale, c’è un bella fila dovuta al controllo personale oltreché degli zaini e delle borse, tipo aeroporto. Con la tessera ACI Club, Show your card, otteniamo un 10% di sconto al botteghino.
Il museo espone opere di vari artisti, tra cui Vermeer e Hals, ma è Rembrandt a farla da padrone. La gigantesca Ronda di notte è sicuramente l’opera più nota, almeno a giudicare dalle persone che vi sostano davanti. Il quadro piacque talmente tanto al Capitano Cocq, ritratto con i suoi, che ne commissionò una copia di dimensioni ridotte rispetto all’originale a Frans Hals. Nella copia ci sono delle figure, nella parte sinistra, non presenti nell’originale, infatti quest’ultimo fu tagliato perché era troppo grande rispetto allo spazio che gli era stato destinato. Non faccio l’elenco degli altri quadri di Rembrandt, ne cito soltanto uno che ci ha colpito in maniera particolare. La donna che legge la Bibbia, identificata con la profetessa Anna, è di un realismo impressionante. In particolare la mano destra, riposta sul grembo, sembra uscire fuori dalle due dimensioni della pittura con le sue grinze e l’ombra delle vene sotto la pelle. Degli altri pittori abbiamo molto apprezzato la Lattaia e La donna in azzurro di Vermeer. Rimaniamo impressionati da due case delle bambole appartenute a due ricche signore vissute nella seconda metà del seicento, Petronella Dunois e Petronella Oortman. La Oortman fece decorare le pareti della sua da un pittore e ordinò le porcellane in scala direttamente in Cina. All’epoca spese tra i 20 e i 30.000 fiorini, una cifra sufficiente a comprare una delle più belle case di Amsterdam. Assolutamente consiglio la visita di questo museo anche se mi aspettavo la presenza di più sale aperte al pubblico. Infatti il percorso museale è alquanto ridotto rispetto alla possanza dell’edificio visto da fuori. Ci spostiamo al Van Gogh Museum situato nei pressi.

Anche qui c’è una bella fila e non è per il controllo (che comunque c’è) ma è proprio per il biglietto. Alcune file sono privilegiate, imbocchiamo quelle che espone la tessera di MacBike, da cui abbiamo affittato le biciclette. Mostriamo il contratto di MacBike e ciò ci da diretto a stare in questa fila agevolata. Anche qui l’ACI Club ci guadagna uno sconto. Il museo contiene circa 200, su un totale di 900, quadri e 550 tra acquerelli e disegni di Van Gogh, le cui fatiche vennero in larga parte acquisite dal fratello che era un commerciante d’arte. Al piano superiore sono esposte anche opere di altri artisti tra cui Gauguin.

La storia del pittore è alquanto singolare, ad un certo punto della sua vita, dopo aver esercitato vari mestieri, decise di mettersi a dipingere, spinto anche dal fratello, che ne aveva intuito le potenzialità. Le opere che preferiamo sono quelle del periodo parigino, quando l’incontro con gli impressionisti lo portarono alla scoperta del colore. Tra le opere famose qui presenti cito I girasoli, I mangiatori di patate, La camera di Vincent ad Arles, Il campo di grani con corvi e l’Autoritratto.

I girasoli erano il soggetto preferito dell’artista, infatti gli dedicò 11 quadri: 4 con fiori recisi nel periodo parigino e 7 in vaso durante il soggiorno ad Arles. Questi ultimi sono quelli più famosi e presentano un numero variabile di fiori. Tre opere, tra cui quella esposta qui al Van Gogh Museum, raffigurano quindici fiori, due ne presentano dodici, una tre e l’ultima cinque, quest’ultimo dipinto però andò distrutto nell’ultima guerra mondiale. Anche uno dei girasoli parigini è esposto qui.

Usciti dal museo riprendiamo le bici per andare a piazza Dam a visitare il Koninklijk Paleis, ovvero il palazzo reale. Esso nacque, nel 1648, come edificio civile, per ospitare il borgomastro e i magistrati, a rappresentare al mondo l’opulenza e la magnificenza dell’Amsterdam mercantile del secolo d’oro, il XVI°. Costruito su 13659 pali, fu nel 1808 trasformato in residenza reale.

Una scalinata porta al primo piano dove troviamo una sala monumentale. In alto, proprio di fronte all’ingresso, c’è una statua di Atlante che regge il mondo. Sul pavimento sono impressi due grandi planisferi a simboleggiare il dominio sul mondo dei mercanti olandesi dell’epoca. Tutt’intorno alla grande sala si visitano 16 stanze, camere da letto e studi. Il palazzo è utilizzato per le visite di stato e le cerimonie ufficiali, durante le quali non è visitabile.

Usciamo per entrare nell’adiacente Nieuwe Kerk. Dedichiamo il resto del pomeriggio allo shopping in Kalverstraat. A cena ci ritroviamo con Sandro, Sonia, Marco e Alessio che hanno dedicato la giornata alla visita del mercato del formaggio di Alkmaar e della grande diga l’Afsluitdijk. Ceniamo a Leidseplein al pub Hoopman a base di Beef alla Guinness e Fish ‘n’ chips (130 € in 7).

Dopo cena passeggiamo nuovamente fino al Magere Brug per ammirarne l’illuminazione; poi ci salutiamo perché domani si parte.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *